Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano a Zone

Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano a Zone

Durante una piacevole vacanza sul lago d’Iseo, tra i luoghi di culto nel comune di Zone, si distingue la Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano. Situata nella provincia e diocesi di Brescia, questa chiesa fa parte della zona pastorale del Sebino.

Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano

La chiesa prepositurale dei Santi Ippolito e Cassiano si trova nella località Remignano di Zone. Trattasi di una chiesa del Quattrocento, si trova lungo l’antica via romana, nelle vicinanze della Chiesa di San Giorgio, la quale conserva la sua struttura originale.

Durante il XVI secolo, furono aggiunti dipinti e realizzato l’altare maggiore. Nel corso del Settecento, la chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano fu dedicata alla Madonna, assumendo così il ruolo di santuario della Madonna di San Cassiano.

Nella seconda metà del Seicento venne eretta invece la torre campanaria, mentre nel 1854, l’organo realizzato dalla ditta Carlo Perolini arricchì ulteriormente l’arredamento della chiesa. Danneggiata nel 1884, la chiesa fu restaurata nel secolo successivo.

Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano: l’esterno

Per raggiungere l’edificio di culto, si segue una lunga scalinata che porta a otto cappelle votive, erette dopo la Seconda Guerra Mondiale come segno di gratitudine per la pace. La facciata principale della chiesa si presenta a capanna, con un portico antistante sorretto da due colonne.

Il portico presenta tre aperture: il portale centrale, incorniciato da pietra di Sarnico, reca nella lunetta un affresco raffigurante la Madonna con il Bambino tra i santi Cassiano e Zenone. Sul lato sinistro, un grande affresco del Settecento raffigura San Cristoforo.

Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano: l’interno dell’aula

All’esterno, l’edificio si presenta con una semplicità disarmante. Varcata la soglia, però, si apre un’unica aula riccamente decorata con affreschi del Quattrocento. La mano che li ha realizzati rimane ignota, ma si presume che provenga dalla bottega del celebre Floriano Ferramola. L’aula è scandita in tre sezioni da grandi archi gotici che poggiano su basamenti elevati. Il tetto a doppia falda è rivestito da tegole dipinte. L’abside, con le sue due finestre, rappresenta la parte più antica della chiesa, risalente a un restauro successivo. Gli affreschi, racchiusi in cornici dipinte, narrano le storie della Passione di Cristo.

Nella prima sezione della navata, un affresco realizzato da un artista locale raffigura le sante Barbara e Lucia con i loro simboli distintivi: la torre per Santa Barbara e il piatto con gli occhi per Santa Lucia. Le due figure si ergono maestose di fronte a un palazzo. Nella sezione opposta, si ammirano gli affreschi di Santa Caterina d’Alessandria, con la ruota del martirio, e di Sant’Apollonia, con le tenaglie simbolo del suo supplizio. Entrambe le sante sono abbigliate con abiti riccamente decorati e avvolte in un drappo rosso che ne esalta la ieratica bellezza.

In seguito, un affresco ritrae la Madonna in trono con il Bambino e i santi Francesco di Paola e Luigi Gonzaga. La Madonna è rappresentata su una nuvola con un mantello azzurro su una veste rossa, mentre il Bambino, in piedi sulle sue ginocchia, offre la benedizione. Quest’opera potrebbe essere attribuita a Domenico Voltolini.

Sul lato sinistro della chiesa, troviamo una cantoria impreziosita da un grande organo a canne che accompagna le funzioni religiose. La terza sezione della navata custodisce dipinti che narrano le storie di Cristo, seppur il colore originale sia stato offuscato dai numerosi restauri susseguitisi nel tempo. L’arco trionfale, elemento di raccordo tra la navata e il presbiterio, si presenta decorato con un imponente dipinto della Crocifissione. Tipica del Quattrocento, la scena raffigura Cristo al centro, con Maria Maddalena ai suoi piedi. A sinistra, la Madonna è sorretta da tre donne, mentre a destra si staglia la figura di san Giovanni. Il tutto è immerso in un paesaggio montano attraversato da un corso d’acqua.

Le sezioni laterali raffigurano gli ultimi giorni della vita di Gesù, con l’ingresso trionfale a Gerusalemme a sinistra, l’ultima cena e il processo con il martirio a destra. Queste storie sono tratte dal Vangelo di San Luca. Tra i vari riquadri, è leggibile un’iscrizione che documenta il restauro del XIX secolo, eseguito da G.F.A. Nembrini il 3 settembre 1884.

Ai lati dell’altare ci sono due dipinti principali che fungono da pala d’altare: uno raffigura la Madonna in trono con il Bambino tra i santi Ippolito e Cassiano, i santi patroni della chiesa, mentre l’altro mostra la Madonna che adora il Bambino insieme a due santi, probabilmente sant’Antonio abate e un vescovo, anche se le condizioni del dipinto non permettono una chiara identificazione.

Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano: presbiterio e l’abside

La volta a crociera della chiesa presenta al centro un affresco di Cristo Pantocratore, affiancato nelle vele dalle figure dei quattro evangelisti e dei quattro dottori della Chiesa. Sulla parete sinistra si trova un dipinto che raffigura i santi Anna e Gioacchino, realizzato nei primi anni del Cinquecento e caratterizzato da una rappresentazione che ne evidenzia l’età avanzata.

Il santo raffigurato nell’affresco indirizza il suo sguardo verso il centro del presbiterio, forse indicando un affresco andato perduto. Sul lato opposto della chiesa, invece, si trovano dipinti votivi raffiguranti santi. Nella parte superiore, domina un dipinto della Madonna col Bambino, seduta su un trono rinascimentale. Il Bambino è sdraiato sulle ginocchia della madre, in una rappresentazione tipica della Lombardia del Quattrocento.