Chiesa di San Michele di Cambianica
Nel cuore della frazione collinare di Cambianica, a Tavernola Bergamasca, si trova un gioiello architettonico poco conosciuto: l’ex chiesa di San Michele. Sconsacrata al culto nel 1996, questa chiesa romanica conserva intatto il suo fascino antico, offrendo ai visitatori e turisti la possibilità di immergersi nella storia e nella spiritualità del luogo.
Un luogo ideale per gli amanti della storia, dell’arte e del silenzio, la ex chiesa di San Michele, quindi rappresenta un vero e proprio tesoro nascosto da scoprire e valorizzare.
Chiesa di San Michele a Cambianica
Sorge all’incrocio di antichi sentieri collinari, la Chiesa di San Michele, detta San Michelone, a Cambianica, un edificio dalla pianta trapezoidale che ne svela la storia millenaria.
La sua costruzione avvenne in più fasi: la facciata e il lato ovest, con pietre spaccate e malta tenace, risalgono a un primo edificio. Intorno al XIII secolo, l’abside venne ricostruita con conci squadrati e regolari, le lesene ben definite e il coronamento ad archetti. Allo stesso periodo risalgono il campanile e il portale nord. Il fianco nord, invece, subì rimaneggiamenti successivi.
L’abside della chiesa presentava un tetto di scaglie di pietra, una tecnica diffusa nell’area alpina e prealpina, come testimoniato da altri edifici religiosi in Bergamasca.
Le finestre ad arco ribassato della facciata, identiche a quelle del Palazzo dell’Arsenale di Iseo, risalgono al periodo tra la fine del Duecento e la metà del Trecento. Solo nel Cinquecento venne aperta la finestra sulla parete nord.
In origine, la navata era probabilmente coperta da un tetto a due falde, come si evince dalla differenza nella muratura superiore destra della facciata, priva dell’antico intonaco. La modifica della copertura potrebbe essere legata alle trasformazioni degli edifici a sud e alla conseguente distruzione del campanile.
L’architettura della Chiesa di San Michele a Cambianica, dunque, si rivela ricca di dettagli e peculiarità che ne raccontano la storia e le diverse fasi costruttive.
Oltre all’architettura raffinata, la Chiesa di San Michele a Cambianica si distingue per i pregevoli affreschi che la adornano sia all’esterno che all’interno. Realizzati intorno al 1366, come testimonia la data presente sul codice dipinto dal Cristo Pantocrator nell’abside, questi affreschi rappresentano un ciclo pittorico unitario di grande valore artistico.
Fuori, all’interno di un complesso di pannelli decorativi, si possono vedere San Michele mentre pesa le anime sopra il portale, accanto alle immagini della Madonna con il bambino e di San Cristoforo; sulla destra, c’è un frammento della rappresentazione di San Giorgio che sconfigge il drago per liberare la principessa.
All’interno della chiesa, nel catino absidale, c’è il Cristo Pantocratore circondato dai quattro evangelisti; nelle piccole finestre a forma di monofora, ci sono dipinti centrali della Crocifissione, a sinistra Santa Lucia e la Madonna con il Bambino, mentre a destra alcune decorazioni sono andate perdute per fare spazio alle nicchie per le reliquie sacre.
L’impiego degli stessi motivi decorativi, come le ali di San Michele sul portale e i simboli di Luca e Marco nell’abside, suggerisce che queste opere siano state realizzate dalla stessa mano o dallo stesso gruppo di artisti. Questo significa che l’artista che ha realizzato le opere è chiamato il Maestro di Cambianica. Tuttavia, c’è un’ipotesi che suggerisce che questo Maestro di Cambianica potrebbe essere la stessa persona identificata in un documento notarile del 1389 come Johannes de Volpino, un pittore.
Il lavoro del Maestro di Cambianica fa parte di un grande movimento di diffusione delle innovazioni artistiche di Giotto. Pertanto, questo stile si distingue per un linguaggio semplice e diretto, con volti semplificati e colori vivaci, molto diverso dalle tendenze più avanzate dell’arte in Lombardia tra gli anni ’60 e ’80 del Trecento. Le sue opere saranno diffuse in molte aree, inclusi il Trentino, la Val Camonica e la pianura tra i fiumi Oglio e Adige.