Chiesa di San Gaudenzio, Solto Collina

Sulle colline bergamasche, a poca distanza dal suggestivo lago d’Iseo, sorge la chiesa parrocchiale di Esmate, dedicata a San Gaudenzio vescovo di Novara. Immersa in un paesaggio di rara bellezza, questa chiesa vanta una storia millenaria che la rende un vero e proprio gioiello del patrimonio artistico locale.

Rispetto alla Chiesa di Santa Maria Assunta, la Chiesa di San Gaudenzio si trova in una posizione privilegiata, a soli 3 minuti di auto dall’Eremo di San Defendente e dal centro storico di Solto Collina. L’invito è a varcare la soglia di San Gaudenzio e lasciarsi avvolgere dalla sua atmosfera suggestiva, ripercorrendo i passi di chi, nei secoli, ha trovato in questo luogo sacro conforto e ispirazione.

Chiesa di San Gaudenzio a Esmate, Storia

Risalente al XIV secolo, la chiesa di San Gaudenzio vescovo e martire trova la sua prima menzione ufficiale nella “nota ecclesiarum” di Bernabò Visconti del 1360. Questo documento, un censimento delle chiese bergamasche, includeva San Gaudenzio tra le pievi di Solto, assegnandole tre benefici.

Nel 1568, durante il secondo sinodo diocesano convocato da Federico Corner per implementare le disposizioni del primo sinodo provinciale del 1564, la chiesa confermò la sua appartenenza alla pieve di Solto, pur con l’istituzione dei nuovi vicariati foranei.

Nel 1575, durante la sua visita pastorale alla diocesi di Bergamo, l’arcivescovo di Milano San Carlo Borromeo si recò a Solto Collina il 20 settembre. La sua relazione descrive la chiesa locale come dotata di tre altari: quello maggiore gestito dalla congregazione del Santissimo Sacramento, uno dedicato alla scuola di dottrina cristiana (seppur poco frequentata) e un terzo. La parrocchia era servita da un curato titolare e vantava la presenza del pio consorzio della Misericordia e, nelle vicinanze, dell’oratorio di San Michele Arcangelo.

Successivamente, nel 1659, fu il vescovo San Gregorio Barbarigo a visitare la parrocchia. La sua relazione documenta la presenza delle confraternite del Santissimo Sacramento e del Rosario, oltre alla scuola di dottrina cristiana e al consorzio pio della Misericordia di Bergamo. All’epoca, la parrocchia era inserita nel vicariato di Solto e contava su due sacerdoti per il suo funzionamento.

Nel 1666, la chiesa di San Gaudenzio a Solto Collina trovò spazio nel “Sommario delle chiese di Bergamo”, un’opera compilata dal cancelliere della curia vescovile Giovanni Giacomo Marenzi. Il documento la registrava sotto il titolo di San Gaudenzio e menzionava la presenza delle scuole del Santissimo Sacramento, del Santo Rosario e del consorzio pio della Misericordia di Bergamo, incaricate della gestione degli altari.

Numerosi luoghi di culto sorgevano nelle vicinanze: un oratorio dedicato a San Rocco, uno alla Santissima Trinità nella contrada di Rova e uno a San Carlo Borromeo in contrada Furmignano. Il 22 gennaio 1688, il vescovo Daniele Giustiniani conferì ufficialmente il titolo di San Gaudenzio alla chiesa, celebrandone la consacrazione.

Nel corso del XX secolo, la chiesa di S. Gaudenzio Vescovo, subì importanti interventi di manutenzione e ammodernamento. In linea con le disposizioni del Concilio Vaticano II, l’altare maggiore fu riposizionato verso l’aula, favorendo una maggiore partecipazione dei fedeli alle celebrazioni. Un ulteriore cambiamento avvenne il 27 maggio 1979, quando un decreto del vescovo Giulio Oggioni assegnò la chiesa al vicariato foraneo di Solto-Sovere.

Chiesa di S. Gaudenzio Vescovo, Solto Collina

Nel Comune di Solto Collina, si erge la chiesa di San Gaudenzio anticipata da un sagrato delimitato da pilastri in cemento e barre ferree. La facciata esterna della chiesa di San Gaudenzio si articola in due ordini, suddivisi da una cornice con copertura a coppi.

Nella parte centrale, l’ingresso principale è incorniciato da paraste e architrave in pietra, elementi che ne sottolineano l’importanza. Un timpano triangolare spezzato, con la cimasa che reca il simbolo del vescovato, completa la sezione centrale, mentre le due sezioni laterali curvilinee si raccordano con le pareti d’ambito. L’ordine superiore, più essenziale, presenta solo le lesene laterali e, al centro, un’apertura rettangolare che illumina l’aula interna. Il frontone termina con un timpano triangolare culminante con la croce, simbolo della fede cristiana.

L’interno della chiesa di San Gaudenzio si caratterizza per la sua pianta rettangolare e lo sviluppo su un’unica navata. Lo spazio è coperto da una volta a botte, una soluzione architettonica che conferisce all’ambiente un senso di ampiezza.

Le pareti sono scandite da lesene in stucco a finto marmo, elementi verticali che scandiscono la superficie e poggiano su zoccolature. Le lesene, arricchite da capitelli finemente decorati, sorreggono la trabeazione e il cornicione, che percorre tutta l’aula in tre campate. Questo schema ordinato e proporzionato, tipico dell’architettura classica, dona all’interno un aspetto armonioso ed equilibrato. Nella prima campata a sinistra trova posto il fonte battesimale, mentre corrispondente a destra si colloca la zona penitenziale con il confessionale ligneo.

Proseguendo lungo la navata di San Gaudenzio, nella seconda campata, incontriamo le cappelle dedicate al santo Rosario e a san Carlo Borromeo. Tra la seconda e la terza campata, invece, si erge il pulpito ligneo, elemento decorativo che richiama l’attenzione dei fedeli durante le celebrazioni liturgiche.

Nella parte finale della chiesa, c’è un’area speciale con un dipinto incorniciato. Proprio di fronte c’è l’organo a canne, uno strumento musicale che viene suonato durante le cerimonie religiose.

All’interno della navata principale, ci sono due statue fatte di legno risalenti al XVII secolo. Rappresentano san Giovanni Battista e san Gaudenzio e sono importanti esempi dell’arte scultorea di quel tempo. Dopo aver passato l’arco trionfale che separa la navata principale dal presbiterio, entri in un’area sollevata di tre gradini, un po’ più bassa dell’aula principale. Questo spazio si conclude con un coro semicircolare, dove i sacerdoti conducono le cerimonie religiose.

L’abside, il centro del presbiterio, è decorato con quattro dipinti di Angelo Bonfanti, realizzati nel 1957. Questi dipinti raffigurano storie della Bibbia che aggiungono colore e significato all’ambiente