Chiesa Santa Maria Assunta, Paratico

Chiesa Santa Maria Assunta, Paratico

La Parrocchia Santa Maria Assunta si trova a Paratico (Iseo) in provincia di Brescia, ed è la parrocchia principale di Paratico appartenente alla diocesi di Bergamo e facente parte del vicariato di Predore.

Questa chiesa non solo racconta una storia ricca e complessa attraverso vari periodi di restauri e modifiche, ma ospita anche un prezioso patrimonio artistico, con opere che spaziano dal Settecento all’inizio del Novecento.

Parrocchia di Santa Maria Assunta, Paratico (BS)

Santa Maria è stata una presenza nella diocesi di Bergamo fin dal 1260, ma l’edificio che vediamo oggi è il risultato di un progetto architettonico avviato nel 1894 e completato nel 1904 da Virginio Muzio, uno dei migliori architetti della Lombardia di quel periodo.

La facciata della chiesa di Santa Maria Assunta a Paratico si presenta come un’armonica composizione di linee e simboli, divisa in due ordini che dialogano tra loro in un gioco di pieni e vuoti.

Nell’ordine inferiore, l’alternarsi ritmico di lesene leggermente aggettanti e di riquadri concavi, poggianti su una zoccolatura in pietra di Poltragno, crea un movimento arioso e slanciato. Al centro, incorniciato da un elegante riquadro di pietra arenaria, si apre il portale a due battenti, opera di inizio Novecento dell’artigiano locale Giuseppe Selogni. Un’opera d’arte che testimonia la maestria artigianale dell’epoca e impreziosisce l’ingresso principale della chiesa.

Salendo all’ordine superiore, lo sguardo viene catturato da una finestra circolare, inscritta all’interno di un riquadro, che funge da elemento centrale e dona luminosità all’intera facciata. Ai suoi lati, due nicchie ospitano le statue di San Giuseppe e della Madonna, figure sacre venerate dalla comunità e simboli della devozione mariana che caratterizza la chiesa. Quindi, oltre ai due livelli della facciata, c’è una struttura aggiuntiva con un timpano curvo, al centro del quale si trova una targa marmorea che dedica la chiesa a Maria Assunta. Il campanile, di forma quadrata, ha una spaziosa cella campanaria dove sono installate le otto campane consacrate nel 1983.

All’interno spazioso della chiesa, caratterizzato da una sola navata con lesene, si estende un lungo e articolato presbiterio. La volta è splendidamente decorata, con contributi artistici distinti: nel 1903, Giovanni Ferraboschi si occupò delle parti decorative, mentre Rodolfo e Luigi Gambini realizzarono le figure nella navata e nel presbiterio.

Particolarmente notevole è l’altare laterale in marmo nero intarsiato dedicato alla Madonna del Rosario, presumibilmente realizzato per la chiesa nel 1724. Le statue laterali in marmo di San Domenico e Santa Caterina, dalle linee sinuose e raffinate, suggeriscono l’influenza della bottega dei Fantoni, che nel 1763 stipularono un contratto per la realizzazione dell’altare.

La statua della Madonna, creata nel 1925, è opera dell’artista Virgilio Vavassori. Il presbiterio della chiesa di Paratico custodisce in sé una stratificazione di epoche, narrando attraverso le sue architetture la storia del luogo di culto. La sua struttura attuale ingloba elementi appartenenti a diverse fasi costruttive: parte della navata settecentesca si integra con la precedente struttura risalente al periodo antecedente la ricostruzione del 1724.

Sulla volta sopra l’altare, un prezioso affresco dell’Incoronazione della Vergine, realizzato all’inizio del XVII secolo, ci riporta indietro nel tempo. L’opera, influenzata dalla cultura artistica del Malosso, testimonia la maestria artistica di quell’epoca e conferisce al presbiterio un’atmosfera solenne e suggestiva.

Un ulteriore capolavoro attira l’attenzione nella parte posteriore dell’abside: si tratta della pala d’altare, dipinta da Riccardo Simoncelli nel 1711, che raffigura l’Assunzione della Vergine. Un’opera di grande pregio che testimonia la devozione mariana della comunità e l’alto livello artistico raggiunto dalla chiesa nel corso della sua storia.

L’altare maggiore della chiesa di Paratico si erge come un capolavoro di arte sacra, frutto di un sapiente intreccio tra elementi barocchi e rococò. La sua struttura, pur rielaborata intorno al 1878, conserva intatta la preziosità di un altare settecentesco, offrendo una testimonianza tangibile del gusto artistico di quell’epoca.

Al centro dell’altare, il tabernacolo in argento dorato e sbalzato cattura l’attenzione con la sua raffinata lavorazione. Realizzato da Domenico Arici nel 1749, raffigura la scena biblica di Cristo risorto che appare ai santi Pietro e Paolo, infondendo un senso di solennità e devozione all’ambiente circostante.

La tribuna, o ciborio, e i gradini intarsiati sopra l’altare, anch’essi datati 1749, si inseriscono armoniosamente nel complesso, rivelando la maestria della bottega bresciana di Vincenzo Baroncini. Ogni elemento concorre a creare un’atmosfera di sacralità e bellezza, impreziosendo ulteriormente l’altare maggiore. A completare la magnificenza di questo capolavoro, troviamo gli splendidi Angeli laterali, opera di Alessandro Calegari, realizzati sempre intorno al 1749

Nella chiesa del Settecento si trova anche un affresco che rappresenta la Madonna col Bambino insieme ai santi Antonio, Bernardino e Fermo, incorniciato in stucco. Questo dipinto potrebbe aver fatto parte di un altare laterale dedicato a sant’Antonio di Padova, come indicato dalle scene dipinte intorno alla cornice dell’opera. Lo stile dell’affresco richiama l’influenza degli artisti bergamaschi che seguivano il modello di Tiepolo, come Giovanni Raggi.

Storia della Chiesa di Santa Maria Assunta, Paratico

Le prime tracce della chiesa di Paratico risalgono al 1260, quando viene menzionata come filiale della Pieve di Calepio in un antico documento. Da allora, la sua presenza si intreccia indissolubilmente con la vita religiosa del paese, come testimoniano preziosi documenti storici, tra cui la nota ecclesiarum del 1360 e un atto del 1416.

Nel 1568, un nuovo capitolo si aprì nella storia della chiesa di Paratico con il suo ingresso nel vicariato di Calepio, a seguito di una riorganizzazione della diocesi. La visita pastorale del 1575, condotta dall’arcivescovo Carlo Borromeo, offrì un quadro dettagliato della realtà parrocchiale.

In quel periodo, la chiesa di Santa Maria Assunta di Paratico, assunse il ruolo di chiesa parrocchiale, con diverse chiese filiali al suo seguito: San Pietro, Sant’Agostino, Sant’Antonio e San Silvestro. La comunità di fedeli ammontava a circa 360 persone, segno di una devozione sentita e di un legame profondo con il luogo di culto.

L’anno 1666 è segnato da una preziosa testimonianza storica: l’elenco delle chiese della diocesi di Bergamo, compilato da Girolamo Marenzi, annovera la chiesa parrocchiale di Paratico, menzionando la presenza di tre altari. Un dettaglio che illumina la configurazione interna della chiesa in quel periodo e il suo ruolo significativo nel panorama religioso locale.

Nel 1650 ci fu un incendio divampato che provocò dei seri danni all’edificio, rendendone necessaria un’opera di ristrutturazione. I lavori di restauro, condotti nel 1724, non si limitarono a riparare i guasti subiti, ma colsero l’occasione per un ampliamento significativo della struttura, conferendole la forma che possiamo ammirare ancora oggi.

Nel 1781, un’attenta fotografia della vita religiosa a Paratico ci viene offerta dalla visita pastorale del vescovo Giovanni Paolo Dolfin, il quale menziona la presenza attiva della confraternita del Rosario e della scuola del Santissimo Sacramento all’interno della chiesa. Un dato che sottolinea il fervore religioso e la partecipazione sentita della comunità locale.

Un documento del 1861 arricchisce il quadro, offrendoci informazioni sulla presenza di due ulteriori chiesette situate all’interno della parrocchia di Santa Maria Assunta (Paratico): San Giovanni di Dio e San Pietro Apostolo. Emerge così un panorama religioso variegato e articolato, a testimonianza di una fede profondamente radicata nel territorio.

Il 6 agosto 1896, un nuovo capitolo si aprì con la posa della prima pietra della nuova chiesa parrocchiale, opera dell’architetto Virginio Muzio, commissionata per volere del vescovo Gaetano Camillo Guindani. Un segno tangibile di rinnovamento e di crescita per la comunità, che trovò nella nuova chiesa un luogo di culto ancora più ampio e solenne.

La consacrazione del nuovo edificio avvenne il 10 settembre 1904 per mano del vescovo di Asti, Giacinto Arcangeli, suggellando un momento storico di grande importanza per la comunità paraticese.

Nel corso del XX secolo, la chiesa di S. Maria Assunta a Paratico, continuò ad essere un punto di riferimento centrale per la vita religiosa locale. Il 28 giugno 1971 entrò a far parte della zona pastorale XIII, mentre il 27 maggio 1979 fu aggregata al vicariato di Predore.

Infine, nel 1982, la torre campanaria della chiesa subì un intervento di sopraelevazione, conferendole un aspetto ancora più slanciato e maestoso. Un ulteriore segno di vitalità e di attaccamento alla propria identità da parte della comunità di Paratico.