Oratorio del Crocefisso, Solto Collina
Nel cuore di Solto Collina, in provincia e diocesi di Bergamo, sorge l’Oratorio del Santo Crocifisso, conosciuto anche come Oratorio di San Giorgio dei Disciplini o Chiesa del Crocefisso. Questo luogo di culto cattolico, inserito nel vicariato di Solto-Sovere, rappresenta un gioiello di fede e spiritualità per la comunità locale.
Chiesa del Santo Crocefisso, Solto Collina
A soli 4 minuti di auto dall’Eremo di San Defendente, ma di fronte alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, a Solto Collina, sorge l’Oratorio di San Giorgio o del Crocefisso, un piccolo edificio di culto che condivide con la chiesa lo stesso sagrato. L’oratorio, frutto di una serie di modifiche susseguitesi nel corso dei secoli, con l’ultima risalente al XVIII secolo, rappresenta oggi un interessante esempio di architettura sacra locale.
L’attuale chiesa del Santo Crocifisso a Solto Collina, pur risalente al Quattrocento, custodisce al suo interno tracce di una storia ancora più antica. Alcune porzioni di muratura esterna sul fronte ovest, infatti, fanno ipotizzare una prima fondazione addirittura del XIV secolo.
Nel corso del Settecento, la chiesa quattrocentesca subì una profonda ristrutturazione che ne modificò radicalmente l’assetto. L’abside originaria, rivolta verso est, venne demolita per consentire l’allungamento della navata e l’inversione dell’orientamento dell’edificio. Il nuovo ingresso fu collocato a est, mentre l’altare maggiore venne riposizionato verso ovest.
All’interno della chiesa del Santo Crocifisso, si nasconde un gioiello storico: l’oratorio dei Disciplini. Questa piccola struttura, sopravvissuta in parte alla demolizione settecentesca della chiesa quattrocentesca, rappresenta un affascinante esempio di devozione popolare e architettura sacra.
Oratorio di San Giorgio o del Crocefisso
L’oratorio in origine era adibito a luogo di preghiera per la confraternita dei Disciplini, che potevano affacciarsi sulla navata principale della chiesa attraverso un soppalco ligneo posto in controfacciata. Oggi, l’ambiente, seppur è ridotto nelle dimensioni e modificato nella struttura, funge da sagrestia, conservando comunque la sua atmosfera di raccoglimento e spiritualità.
Le pareti dell’oratorio dei Disciplini, all’interno della chiesa del Santo Crocifisso a Solto Collina, custodiscono un tesoro pittorico di grande valore: gli affreschi quattrocenteschi di Giacomo Busca, il maestro a cui si deve anche il ciclo decorativo dell’oratorio di Clusone.
Gli affreschi raffigurano sia singoli disciplini incappucciati e santi, sia scene tratte dal ciclo delle Storie di Gesù. La firma di Giacomo Busca è apposta nell’episodio della Crocifissione, dove si distingue la figura di Maria Maddalena, patrona della congregazione, inginocchiata ai piedi della croce, mentre sul lato opposto un disciplino è ritratto in preghiera. Accanto a queste figure sacre, troviamo anche decorazioni geometrico-prospettiche e floreali, arricchite da elementi macabri come teschi, ossa e cartigli con iscrizioni che alludono alla caducità della vita. Questo contrasto tra immagini di devozione e memento mori riflette la complessa visione della vita e della morte che permeava la spiritualità dei Disciplini.
Nel XVIII secolo, fu eretto un nuovo oratorio chiamato “del Crocifisso” a causa della presenza della scultura di Andrea Fantoni datata 1717, posta sull’altare. Di particolare interesse è la rappresentazione del Cristo crocifisso: il suo corpo muscoloso è delineato con cura, mentre le linee sinuose sono enfatizzate dall’abbondante perizoma a strisce, finemente profilato in oro.
Nell’immagine, la figura femminile sulla destra, potenzialmente identificata come la Vergine o simbolo della Chiesa Cattolica, versa il contenuto di un calice nel piatto di una bilancia tenuta dalla figura della Giustizia sulla sinistra. Questo gesto simbolico sembra mirare a equilibrare le fiamme del Purgatorio, presenti nell’altro piatto della bilancia. Inoltre, un angelo raccoglie il sangue di Cristo nel calice, mettendo in evidenza il concetto che il sacrificio sulla croce rappresenta il mezzo di redenzione.
Il gruppo scultoreo di Fantoni riflette l’intenzione catechetica del periodo, in sintonia con la spiritualità prevalente delle congregazioni religiose del XVIII secolo. Questa rappresentazione si adatta alla predicazione dell’epoca, che includeva anche insegnamenti sulle indulgenze per le anime del Purgatorio, come suggerisce la presenza di un vano sotto la base della croce. È interessante notare che in alcuni documenti legali del primo XVIII secolo, la chiesa è identificata anche come “Oratorio de Defonti” o “dei Morti“, indicando ulteriori aspetti legati alla religiosità e alla cultura dell’epoca.
In seguito, la grande nicchia che conteneva il Crocifisso insieme alla rappresentazione della Vergine e della Giustizia fu sigillata con un’anta di vetro. Questo intervento potrebbe essere correlato alla disposizione testamentaria di Giuseppe A. Foresti nel 1721, il quale destinò 300 lire affinché le statue presenti sull’altare fossero protette con cristalli provenienti da Venezia.
L’opera è incastonata in una pregevole cornice marmorea che si estende fino alla sommità del presbiterio, coperto da una volta a botte. L’altare, realizzato dalla bottega dei Selva di Riva di Solto, è arricchito da un elegante paliotto con marmi policromi su sfondo nero. Al centro, spiccano una testina di cherubino e un medaglione in marmo bianco raffigurante l’Adorazione dei pastori. Tuttavia, questo elemento potrebbe non essere del tutto in armonia con il tema iconografico complessivo dell’edificio.
All’interno della chiesa del Santo Crocifisso a Solto Collina, due elementi di particolare valore richiamano l’attenzione dei fedeli: un reliquiario e uno stendardo. Un prezioso reliquiario in marmo, fissato alla parete, custodisce un frammento della colonna utilizzata per flagellare Gesù.
Nella navata della chiesa è esposto uno stendardo che replica il gruppo scultoreo presente sull’altare maggiore. Quest’opera d’arte offre una visione più ravvicinata e dettagliata delle figure, essendo in scala minore rispetto all’originale sull’altare.