Chiesa di San Colombano, Parzanica
La chiesa di San Colombano, situata a Parzanica, rappresenta il fulcro del fervente culto cattolico nella provincia e diocesi di Bergamo. Appartenente al vicariato di Predore, questa sacra ed elegante struttura incarna secoli di storia religiosa e architettonica, offrendo un luogo di contemplazione e spiritualità per la comunità locale e i turisti che visitano i dintorni del lago di Iseo.
Storia della Chiesa di San Colombano, Parzanica
La chiesa di San Colombano abate, si trova ai confini di Parzanica, la quale regala uno spettacolo mozzafiato dal suo sagrato. La chiesa di San Colombano, si trova a pochissimi passi dal Santuario della Santissima Trinità.
Non si conoscono benissimo le origini della chiesa di San Colombano di Parzanica, ma è certo che fossero legata alla pieve di Predore almeno fino al 30 ottobre 1512. Una data che segna non solo la nascita della chiesa, ma anche la consacrazione del suo primo edificio, come documentato nelle fonti storiche dell’epoca.
In occasione della visita pastorale del vescovo di Milano, San Carlo Borromeo, il 19 settembre, la chiesa di San Colombano venne sottoposta ad un’ispezione minuziosa.
La relazione redatta dal vescovo descrive la struttura dell’edificio come: un’unica navata con soffitto a vista in legno. L’altare maggiore, pur nella sua modestia, si presentava ben curato e di antica fattura. Era presente anche un altare dedicato alla Madonna, impreziosito da un’icona di notevole bellezza. La chiesa, facente parte della pieve di Predore o Calepio superiore, possedeva una cappella secondaria intitolata alla Santissima Trinità, officiata da un sacerdote preposto.
Nel 1659 anche il vescovo San Gregorio Barbarigo visitò la parrocchia, annotando la presenza delle confraternite del Santissimo Sacramento e del Rosario, oltre alla scuola della dottrina cristiana.
Tuttavia, nel 1666 la chiesa venne inclusa nel “Sommario delle chiese di Bergamo“, un elenco redatto dal cancelliere della curia vescovile Giovanni Giacomo Marenzi. Il documento la descrive come chiesa parrocchiale intitolata a San Colombano di Parzanica, con le confraternite del Santissimo Sacramento e del Santo Rosario, e la congregazione pia della Misericordia.
Più tardi, verso la fine del XVIII secolo, la famiglia Bonomelli, decise di finanziare la costruzione di una nuova chiesa sul sito di una vecchia cappella. Pertanto, nel 1867 questa nuova chiesa venne dedicata a San Colombano.
Chiesa di San Colombano, Parzanica: l’architettura
L’esterno della facciata principale della Chiesa di San Colombano di Parzanica è rivolto a nord, e si trova su un sagrato pavimentato con mattonelle di porfido, circondato da un muretto.
La facciata è divisa in tre parti da sei colonne imponenti in stile neoclassico, con una cornice che separa i due piani.
Il portale d’ingresso, è sollevato su tre gradini di pietra, ed è caratterizzato da un arco ornato da un rilievo scolpito. Al piano superiore, una grande finestra che illumina l’interno della chiesa, mentre le colonne, sono adornate con capitelli ionici, e sorreggono un frontone triangolare completando la facciata.
L’interno della chiesa di San Colombano, a Parzanica è caratterizzata da una forma rettangolare con volta a botte diviso in quattro sezioni da colonne poste contro le pareti.
Le colonne, ornate con capitelli e basi corinzie, sorreggono la trabeazione e si raccordano alle arcate del soffitto.
Nella prima campata a sinistra, il battistero accoglie il dipinto a fresco del Battesimo di Cristo, eseguito nel 1946 da Aldo Locatelli, incorniciato in uno stile settecentesco di stucco. A destra, in una cornice simile, troviamo la Pietà dell’altare dell’Addolorata, un’opera bergamasca del XVIII secolo in cui raffigura i santi Giovanni, Francesco d’Assisi e Luigi Gonzaga.
Nella seconda campata, sul lato sinistro dell’altare, si trova una maestosa tela del XVII secolo raffigurante l’Annunciazione, firmata dal pittore Alessandro Bonvicini. Si narra che questa opera sia stata trasportata a Parzanica dalla Svizzera nel XX secolo. Di fronte, sull’altare del Sacro Cuore di Gesù, si possono ammirare diverse sculture, tra cui il Sacro Cuore realizzato da Alessandro Ghislandi nel 1940, una statua di San Francesco d’Assisi scolpita da Angelo Righetti nel 1908 e un’altra raffigurante San Colombano, risalente alla prima metà del XX secolo.
Nella terza campata, l’altare del Rosario custodisce un paliotto risalente al XVII secolo, finemente intarsiato con motivi floreali in marmi policromi. Al centro, un medaglione raffigura la Madonna del Rosario tra i santi Domenico e Francesco. Questo prezioso elemento, proveniente dalla chiesa precedente, è attribuito alla bottega degli scultori Manni.
Nell’ancona sono racchiusi i quindici Misteri del Rosario, risalenti al XVII secolo, insieme a una nicchia che ospita la statua della Madonna del Rosario, creata da Giuseppe Stuflesser nel 1964. Di fronte, l’altare di San Luigi Gonzaga è incorniciato da un’elegante struttura lignea del Settecento, mentre la statua del santo, realizzata nel 1911 da Giovanni Avogadri, si erge con maestosità.
L’altare maggiore, risalente al 1674 e trasferito dalla vecchia chiesa, è adornato da un prezioso paliotto con intarsi policromi che circondano un medaglione raffigurante la Natività, anch’esso attribuito alla bottega dei Manni. Nel 1924, fu parzialmente ampliato e integrato con una tribuna.
Nella parte posteriore della chiesa, spicca una grande pala d’altare che ritrae San Colombano insieme ad Agilulfo, attribuita ad Antonio Guadagnini e databile alla seconda metà del XIX secolo. Ai lati di questa opera principale, due tele di scuola bergamasca del XVIII secolo mostrano, a sinistra, i santi Fabiano, Rocco e Sebastiano, mentre a destra, i santi Antonio di Padova, Fermo e Antonio abate.